L’INNOVATORE

“Ho sete di un maestro nell’arte musicale” disse un innovatore al suo discepolo “che apprendesse da me i miei pensieri e li traducesse nel suo linguaggio: così mi sarebbe più facile insinuarmi nell’orecchio e nel cuore degli uomini. Gli uomini possono essere sedotti con i suoni ad ogni errore e ad ogni verità: chi potrebbe confutare un suono?”.

“Vorresti dunque passare per inconfutabile?” disse il suo discepolo. L’innovatore rispose: “Vorrei che il germoglio si facesse albero. Perché una dottrina diventi albero deve essere creduta per un buon tratto di tempo; per essere creduta, deve essere ritenuta irrefutabile. All’albero sono necessari bufere, dubbi, brulichio di vermi, malvagità, per manifestare la qualità e la forza del suo germoglio: e che si rompa, se non è forte abbastanza! Ma un germoglio è sempre soltanto annientato – non confutato! -”

Dopo che ebbe detto queste parole, il suo discepolo con irruenza gridò: “Ma io ho fede nella tua causa e la ritengo così forte che tutto dirò, tutto quello che ho ancora nel cuore contro di essa”. L’innovatore rise tra sé e lo minacciò col dito. “Questo modo di seguire un maestro” disse poi “è il migliore, ma è pericoloso, perché non ogni dottrina lo sopporta”.

Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza, § 106.

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