ott 12 2008
LA MIA ESPERIENZA A MEDUGORJE
Come annunciato segue la prima delle testimonianze riguardanti il pellegrinaggio a Medugorje appena conclusosi.
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di Annalisa Della Rosa
E’ la prima volta che sono andata in pellegrinaggio a Medugorje e non nascondo di essere stata un po’ nervosa e titubante prima della partenza. Mi avevano raccontato tante cose e vedevo tanto entusiasmo da parte di tutti, ma mai mi sarei aspettata di poter assaporare un’esperienza così intensa.
La bellezza di cui sono stata riempita non è stata data da una realtà facilmente descrivibile, perché è stata una sensazione che pian piano si è impadronita della mia persona: pace.
Eravamo in tantissimi: ben due pulman pieni pieni, ma nel giro di pochissimo tempo eravamo già diventati una bella famigliola allargata, dove i giovani aiutavano i più anziani a raggiungere i luoghi un po’ più difficoltosi e impervi, mentre tutti insieme si pregava e si meditava.
Credo che la famigliarità formatasi, facilitata anche dall’idea degli organizzatori di cambiare sempre posto a tavola, sia stata una delle caratteristiche più autentiche e vissute provate in questa settimana intensissimai: era come se tutti fossimo stati più inclini all’essere gentili e sorridenti, generosi e caritatevoli, vogliosi di aiutare e di partecipare.
Tante le iniziative e conseguentemente la stanchezza si faceva sentire, ma non ci si risparmiava in niente, poiché è come se ciascuno di noi fosse stato consapevole dell’irripetibile opportunità data. Molti si conoscevano ma non si sono chiusi e hanno accettato senza problemi anche i nuovi arrivati, come me e mio marito, con un sorriso e un abbraccio sincero.
Il pellegrinaggio, organizzato dall’Associazione Falco Bianco e dal circolo “Maria il Giglio” era pieno di appuntamenti: dai momenti di preghiera sui monti delle apparizioni, a quelli di catechesi, dai momenti di visita ai centri di accoglienza con i racconti di testimonianze vissute, a quelli di adorazione eucaristica nella chiesa del paese e alla Santa Messa giornaliera.
E’ stata una settimana tanto intensa che sul momento non si riusciva sempre a comprendere profondamente quello che, a posteriori, è rimasto nel cuore pulito da tutte le suggestioni passeggere. Ho avuto comunque la dimostrazione pratica di quello che Falco Bianco cerca di promuovere e cioè lo sviluppo della coscienza di ogni individuo nelle sue particolarità e nei suoi carismi, grazie anche al sostegno dei suoi tutors, che si prodigavano senza sosta sia nel rispondere alle necessità individuali sia nell’insegnamento comunitario.
La validità di un pellegrinaggio, comunque, si valuta a posteriori e cioè valutando in che misura ciascuno di noi, ed io in particolare, riuscirà a tenere fede gli impegni presi. Qui si è chiamati da Maria a un cammino diretto alla semplicità, intesa come eliminazione a ritroso di tutto ciò che ingombra lo spirito e lo appesantisce: il peccato ed il frastuono del mondo.
Ringrazio perciò l’associazione con tutti i suoi membri per il lavoro fatto e spero che continuerete, come già fate, a seguire persone come me in questo lungo e difficile cammino.



















