Dic 05 2008

DALLA MEDITAZIONE ALLA CONTEMPLAZIONE

Tag:Tag , , , , , , Paolo De Bei @ 19:45

Qualunque tipo di insegnamento sia concepita come arte, ovvero come sapienza della mente che introduce alla bellezza del mistero, come meditazione che eleva alla contemplazione.
Un’elaborazione dottrinale di sola ragione porta a chiudere il sapere in una logica che sembra voler vincolare anche lo spirito alle rigidità del sillogismo.
L’insegnamento che non edifica l’uomo nella completezza del suo essere, tradisce la finalità stessa dell’insegnamento.
Una teologia, sia pure la più elementare, che non sa trascendere ciò che insegna, non può essere chiamata teologia.

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3 risposte a “DALLA MEDITAZIONE ALLA CONTEMPLAZIONE”

  1. Simona Cortesi ha scritto:

    Bellissimo questo passaggio.

  2. a.b.c. ha scritto:

    Molte persone hanno provato almeno una volta a leggere un testo senza capirne il significato.
    Si rilegge, si rilegge cercando di trovare il senso e l’illuminazione.
    Alla fine pam il lampo che illumina la mente.
    Era così semplice….ora abbiamo capito.
    Il lavoro però non termina qui, bisogna ripeterselo, meditarlo, assimilarlo, insomma mangiarlo perchè diventi parte di noi. Quando ciò accade è talmente incarnato che diventa abitudine compierlo senza la fatica di pensarlo appositamente. Quando lo racconti e lo spieghi, servono sì le parole giuste ma è lo spirito stesso che lo comunica al prossimo con un fervore e una luce che sorpassa ogni retorica.
    Penso che all’insegnamento concettuale manchi questa ultima parte.
    Quello che hanno a loro volta imparato è rimasto nella loro testa senza radici nel cuore. Hanno lo spirito chiuso dalla loro presunzione di possedere la conoscenza della materia e l’arroganza d’espressione per enunciarla ma, essa, rimane cruda e indigesta come una pasta non cotta.
    Il fuoco che infiamma i cuori è quell’energia che trasuda dallo spirito carico di quell’esperienza di vita così penetrante che lascia indelebile il segno del suo passaggio.
    Ed è essa che, senza che il maestro se ne accorga, bussa e spalanca l’attenzione degli allievi e ne cattura lo spirito accendendo la miccia del cuore

  3. PDBmaster ha scritto:

    @abc: il tuo commenti mi fa venire alla mente il prologo che S. Agostino scrive all’opera “De doctrina christiana”.
    Potete leggerlo qui: http://www.augustinus.it/italiano/dottrina_cristiana/index2.htm

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