IN RICERCA DELLA FORESTA

Oggi sono andato alla ricerca di sguardi capaci di rinvigorirmi con la gentilezza di una foresta, ma ho trovato solo ciarpame secco.
Ho scrutato le movenze degli uomini per piroettare nelle estasi della loro danza, ma non ho uito alcuna musica.
Ho auscultato il cuore delle donne pronto a perdermi nell’abisso del sentimento, ma mi sono imbattuto solo in pozzanghere.
Abbiamo reso lo spirito flaccido e pigro, rendendolo incapace di un parto poetico, di una riflessione capace di spingersi oltre l’intellettualmente istruito.
Lo abbiamo sterilizzato con i mezzi di consumo, addomesticandolo con le accademie.
Abbiamo frantumato il vero sapere in specializzazioni autocefale, creando l’intellettuale, colto replicante impossibilitato al soffio di vita.
Ci siamo resi insensibili al colore favorendo il concetto, sgretolato la montagna per preferire l’astrazione, crocifisso l’estetica per un più comodo “de gustibus”.
Fra le pagine di un libro ho ritrovato una foglia autunnale d’acero messa lì da un me stesso molto più giovane. È bene essere saggi già in gioventù e conservare un poco di foresta in qualche scrigno di sè: viviamo in un’epoca barbara ed incerta, dall’anima astratta e monocromatica, incapace di giocare con le essenze dell’estasi.
Il cielo è divenuto cemento, così che siamo in grado di concepirlo solo secondo una scala di grigi.

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One Comment

  1. a.b.c.

    Abbiamo perso la vera sapienza perchè abbiamo divaricato sempre di più le due strade del sapere. L’aridità della scienza come può conoscere e scoprire e approdare a nuovi saperi buoni per l’uomo se si è chiusa la via della Luce data da Colui che tutto creò? L’universo col suo firmamento, la luce che da vita e il mare così immenso pieno di elementi necessari alla vita, imbrigliato nei suoi confini che uniscono gli uomini di tutta la Terra sono grandezze troppo grandi per l’uomo creatore perciò li prende come un dato di fatto, scacciando la possibilità di qualcosa che può essere superiore a lui. L’uomo stesso che si dice arrivato dalla scimmia, come può solo pensarlo?
    Lui con tutta la sua cattiveria e le sue prove di laboratorio non ha mai provato a procedere in senso inverso? Sono sicura che se ci fosse riuscito se ne sarebbe data grande notizia. Eppure non è così che si procede negli esperimenti?
    Il nostro spirito annega nella pozzanghera che si è riempito da solo con la brocca ricolma dell’io sovrano.

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