RELAZIONI

Senza la tenerezza, la premura, la comunicazione, l’altruismo, la nostra vita è vuota, anche se godiamo di ottima salute e viviamo in una bella casa.

Eppure dentro si pensa che se vuoi bene sei un ingenuo, se sei felice sei frivolo oppure facilone e se sei altruista e generoso vieni guardato con sospetto.

Se perdoni sei debole, se hai fiducia sei sciocco. Se sei propositivo stai bluffando… la nostra capacità comunicativa è povera.
La vita di tutti è un intrecciarsi di rapporti buoni e cattivi, però i rapporti con il prossimo sono lezioni di vita: insegnano la sconfitta, la sopportazione e la vittoria sulle nostre paure.

Si impara a cambiare, si cerca di diminuire l’egoismo, di rinunciare alla paura di apparire come siamo e si impara l’abbandono.

Una bellissima favola racconta di una ragazza che cammina in un prato e vede una farfalla impigliata in un rovo. La farfalla, liberata con gran cura, sembra volar via, ma ritorna indietro e si trasforma in una fata.

“Per ringraziarti della tua gentilezza d’animo” dice alla fanciulla. “Esaudirò il tuo più grande desiderio”. La ragazza pensa un istante prima di rispondere: “Voglio essere felice”.

Allora la fata si piega su di lei, le mormora qualcosa all’orecchio e scompare.

La ragazza diventa donna e nessuno, in tutto quel paese fu più felice di lei.

Quando le chiesero il segreto della sua gioia, si limitò a sorridere, dicendo: “Ho seguito il consiglio di una buona fata”.

Gli anni passarono, la ragazza diventò vecchia e i vicini temettero che il favoloso segreto morisse con lei.

“Rivelaci che cosa ti ha detto la fata” la scongiurarono.

La deliziosa vecchina, sorridendo, disse: “Mi ha rivelato che, anche se appaiono sicuri, tutti hanno bisogno di me”.

Ritengo che se anche i nostri rapporti falliscono, non vuol dire che siamo noi i malvagi, limitati o incompetenti.
Non tutti i rapporti sono giusti: la relazione è positiva se incoraggia una crescita ottimale del corpo, della mente, dello spirito.

Se un legame diventa distruttivo mette a repentaglio la nostra dignità, ci impedisce di crescere, ci deprime quando abbiamo tentato in tutti i modi di impedire il fallimento: quando vedi che non c’è niente da fare dopo aver dato tutto, dobbiamo scioglierlo.

Noi non siamo per tutti e tutti non sono per noi. Questo si capisce dopo tante sofferenze che non portano altro che cuore e anima infranti, sanguinanti.

Alle persone bisogna insegnare che il volersi bene non è possedere per godere, ma essere un amico nel momento del bisogno. E’ lì che vedi chi ti rimane accanto e chi sparisce.

“E vissero felici e contenti”… non si può dire, perché la realtà è diversa e su questa terra fragile ed imperfetta non si può aspettare ciò che non è possibile.

Non esiste essere o divenire senza un rapporto alla pari, sincero, pulito, che dona senza pretendere nulla in cambio, senza un amico vero.

Il grigio quotidiano, finalmente liberati…
Ecco l’uomo di Falco Bianco: un uomo che cerca serenità, che sorride, che coglie l’essenziale, che infonde speranza, fiducia, ottimismo. Questo con rigoroso rispetto, per non condizionare le scelte che ognuno deve e dovrà pretendere in piena libertà di coscienza.

Si deve respirare aria di libertà vera. Nessuno deve sentirsi obbligato a fare scelte contrarie alla propria sensibilità.

Per Falco Bianco, rispettare fino in fondo le decisioni degli altri è molto importante.

Non desideriamo il possesso, ma il dono, il dono di relazionarci non per nostra soddisfazione personale, ma per il bene comune.

Certo non mancheranno perplessità e titubanze, ma è proprio in questi momenti che dobbiamo cercare coraggio, perché il volersi bene ha bisogno di momenti forti di ricarica, per poi riprenderci con più forza.

Occorre incitamento, coraggio: noi ci proviamo.

Per questo è essenziale crescere nella formazione personale e poi, con pazienza, trasferirli in insegnamenti.

I libri, però, non devono prendere polvere.
Sarebbe bello e prezioso poterne raccogliere per metterli a disposizione di tutti e riordinarli in una piccola biblioteca.

Consigliare, suggerire, incoraggiare ad un dialogo profondo e di spessore, per rifarci a principi di bontà, tenerezza, discrezione, premura, mitezza e gioia di vita.

Questo è il nostro entusiasmo, il nostro stare insieme, il nostro essere affabili ma fermi nei pensieri onesti.

Accettiamo con piacere chi ne ha apprezzato l’ingegno ed il fine che ci siamo prefissi, ma anche chi desidera un dialogo sereno insieme.

La vista si acquista sollevando gli occhi, anche se ancora chiusi (cioè con un atto di volontà personale).

C’è gente che crede di sapere (vedere) e in realtà sono ignoranti (ciechi).

C’è gente che fa appello alla propria scienza e autorità, fino all’uso della forza.

In presenza dei fatti un sapere troppo sicuro di sé rischia di non trovare altra via d’uscita che la malafede e l’abuso del potere.

C’è un sapere che è conoscenza della lettera e non porta da nessuna parte, c’è un sapere che apre ad una conoscenza che è rapporto personale con gli uomini.

Vedersi vedendoci. Tu da me in te. Io per te in me

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One Comment

  1. roberta

    In questi giorni mi ponevo delle domande,dio attrverso questa lettura mi ha risposto.come dici tu si impara a cambiare diminire l’egoismo tenere a bada l’orgoglio ecc. facendo questo dio ti fa conoscere il vero amore ,ed è vero la vera verità ti rende libera . grazie a falco bianco che mi ha fatto capire che dio mi ama e posso solamente avere sentimenti di gratitudine . con l’aiuto di dio spero di tornare ad essere il meraviglioso progetto che fin dall’eternità lui aveva pensato per me .

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