ROSMINI: DIFENDERCI DALLE PRETESE ESASPERATE DELLA MODERNITA’

L’impegno centrale per Rosmini è quello di ripensare la tradizione del pensiero cristiano alla luce delle esperienze filosofiche della modernità; egli non vuole cadere nel razionalismo e nel soggettivismo moderno ma, nello stesso tempo, intende creare un’armonia tra filosofia moderna e tradizione.

Il male della contemporaneità è individuabile nell’esasperazione razionalistica che si esprime con diversi volti: scetticismo, materialismo, idealismo, panteismo. Il recupero ed insieme il giudizio critico sulla filosofia moderna, il suo antirazionalismo, si traduce a livello politico nel principio anti-perfettistico. Non bisogna negare le moderne libertà dello Stato bensì denunciare le sue pretese perfettistiche ovvero le pretese di “giungere all’invenzione di un’organizzazione sociale che antivegga e preoccupi tutta l’umana perversità” e, per raggiungere un simile obiettivo, esser disposti a calpestare la libertà personale e il diritto soggettivo.

L’antiperfettismo, in linea con quello che sarà lo svolgimento della Dottrina sociale della Chiesa, denuncia l’illusione, di matrice razionalistica, di poter creare una società perfetta e capace di rimedio completo ai mali del mondo esaurendo così la responsabilità dell’individuo.

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