L’ATEO PIU’ FAMOSO AL MONDO CAMBIA IDEA

La notizia è di tre anni fa ma in questi giorni è tornata di pubblico dominio per via di un libro: il filosofo inglese Antony Flew, uno dei portabandiera dell’ateismo mondiale, è passato dall’altra parte e dichiara “There is a God”. Questo è il titolo dell’ultima sua opera, edita da Harper Collins, che sicuramente farà scalpore negli ambienti intellettuali e in particolare tra i militanti dell’ateismo, che hanno perso uno dei loro punti di riferimento. Antony Flew, ora 84enne, è sulla breccia dal 1950, quando pubblicò “Theology and Falsification” nel quale affermava che il concetto di Dio era troppo vago e che a causa della sua grandezza – invisibile, impalpabile e imperscrutabile – non si poteva provare né la sua esistenza né la sua non-esistenza.

Queste semplici argomentazioni gli valsero una notorietà che è andata crescendo negli anni fino a farlo diventare il capofila degli intellettuali atei, dalla cattedra di Oxford. La fede non c’entra Ma le cose cambiano. E adesso Flew sostiene l’esistenza di un creatore, di un essere eterno, motore di tutte le cose. «È stata la stessa evidenza a condurmi a queste conclusioni», ha affermato il filosofo inglese, alla fine di un percorso non di fede ma di riflessione razionale. E parla di “prove scientifiche” dell’esistenza di Dio, riferendosi alle leggi della natura – troppo perfette per essere dovute al caso – e a quel disegno intelligente che non può essere cancellato dalle teorie evoluzionistiche.

L’origine della vita e la riproduzione non possono essere spiegate in senso esclusivamente biologico. Domande e risposte Flew, che nel 2006 fu tra i firmatari della richiesta fatta a Blair di far insegnare il disegno intelligente all’università – afferma che il Big Bang potrebbe essere in armonia con il racconto della Genesi, che la complessità del Dna non può che far pensare ad una “intelligenza” e che l’esistenza del male non è un problema insormontabile per l’esistenza di Dio. Nelle sue parole riecheggiano – lo ammette lui stesso – il pensiero di Einstein e di altri scienziati secondo i quali ci deve essere stata un’intelligenza senza limiti dietro la complessità dell’universo fisico. Lo stesso concetto – la conoscibilità di Dio attraverso l’osservazione del mondo e l’uso di ragione – è patrimonio ufficiale della Chiesa dall’Ottocento, dai tempi del Concilio Vaticano I.

(di Stefano Grossi Gondi, elaborazione dal New York Times, 4 novembre 2007)

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One Comment

  1. Ieri ho letto l’articolo di Stefano Grossi Gondi sul personaggio Antony Flew, l’ateo più famoso del mondo.
    Mi sono emozionata, proprio nel giorno dello Spirito Santo, per me è stato un dono personale perchè ho inviato l’articolo a persone non atee ma tiepide, che hanno gradito moltissimo questa testimonianza. Dio si serve di tutti noi, in questi segni vedo e sento l’amore di Dio in quanto è Amore. Grazie amici della vostra testimonianza e che IlSignore Dio vi protegga sempre.
    Maria Carmen

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