MEDITAZIONE SULLA PENTECOSTE

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: “Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa?… e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio” (At 2,1-11).

E’ nello stile di Dio preparare gli uomini a ricevere i suoi interventi con segni e profezie che destano l’attenzione e impediscono che passino inosservate.

Tutto l’antico testamento era in questo senso una preparazione alla venuta di Cristo.Anche qui abbiamo dei segni premonitori.

C’è un segno per l’udito, si udì un rombo come di vento gagliardo, non un rumore qualsiasi, e si sa che il vento nella Bibbia è simbolo dello Spirito Santo.

C’è poi un altro segno per la vista, videro lingue come di fuoco, e il fuoco è associato allo Spirito Santo.

Il Battista aveva promesso un Battesimo di Spirito Santo e fuoco ed ecco finalmente la realtà invisibile, che è lo scopo di tutti.

Tutti furono pieni di Spirito Santo (l’evento più grande della storia del mondo insieme con l’incarnazione e la resurrezione di Cristo) viene descritto nel modo più semplice.

E’ lo stile di Dio operare cose grandiose con il minimo di mezzi e di parole.

La comunità cristiana viene presentata negli Atti degli Apostoli una comunità di persone convertite.

E’ la comunità di coloro che al sentire proclamare da Pietro l’annuncio di Gesù Signore dal pentimento e dalla conversione,e si spalanca una porta di grande gioia perché pochi brani della Bibbia traspirano gioia, pace e speranza, novità di vita come queste poche righe che ci descrivono la prima comunità cristiana.

E’ un gruppo di persone che sono tirate via dal mondo e messe insieme con una solidarietà nuova, che si chiama amore.

La condivisione fraterna, il mettere insieme e il gioire insieme li tiene insieme una realtà fortissima, la più forte del mondo che si chiama Spirito Santo che agisce attraverso l’insegnamento degli apostoli, perché quando gli apostoli parlano è lo Spirito Santo che fa eco nella loro parola e nel cuore di chi ascolta,uniti nell’unione fraterna e cioè nella carità e nella frazione del pane e nella preghiera.

Questa unione si manifesta anche all’esterno perché condividevano anche i beni.

Ricevuta la Pentecoste gli apostoli escono in strada a proclamare con forza che Gesù Crocifisso è risorto.

Questa comunità cristiana è il nuovo popolo sacerdotale: il popolo dell’alleanza,che va allo sbaraglio per il mondo, infatti non vanno per il mondo a sentire lusinghe, vanno per essere giudicati e criticati, ma in mezzo a queste difficoltà portano la fiamma che si è accesa a Pentecoste, Gesù Cristo Signore e con questa fiaccola hanno incendiato il mondo.

Non tutti vanno per le strade a predicare, Maria non fa udire la sua voce nelle piazze perché rimane nel Cenacolo in preghiera e senza le preghiere di Maria e delle donne del Cenacolo non sappiamo se la voce di Pietro avrebbe avuto quel timbro irresistibile che fece crollare il cuore di 3.000 persone.

Così l’esperienza della Chiesa ci dimostra che la forza dell’annuncio cristiano nasce dalla profondità della preghiera e della contemplazione.

II FASE

Lo Spirito Santo è la nuova legge del cristiano, la legge interiore scritta non più su tavole di pietra ma nel nostro cuore.

Egli è il principio della nuova alleanza.Lo Spirito Santo non è dato solo per portare la salvezza fino ai confini della terra, egli è la salvezza,non è solo un aiuto per la missione,è la vita stessa.

San Paolo dice apertamente(Rm 8,2) la legge dello Spirito che da la vita in Cristo Gesù ci ha liberati dalla legge del peccato e della morte.

Questa legge nuova agisce attraverso l’amore;non è altro che il comandamento nuovo di Cristo,è un dono,una grazia,una capacità nuova che viene infusa in noi, che ci permette di amare a nostra volta Dio e il prossimo.

La legge nuova è la grazia stessa dello Spirito Santo.

Rinati dello Spirito sono coloro a cui è stato tolto il cuore di pietra dello schiavo e dato un cuore di carne di figlio.

Lo Spirito Santo fa una specie di operazione chirurgica, opera un vero trapianto di cuore;in genere i trapianti di cuore si fanno in anestesia e le persone non sentono nulla e solo quando l’operazione è finita a distanza di tempo si rendono conto di stare bene.

Per gli apostoli non fu così, i gesti che si mettono a fare da lì a poco non lasciano dubbi.

Un cambiamento come quello che vediamo in tutto il loro comportamento,all’improvviso entusiasmo che li porta a sfidare l’ironia della gente fino ad accettare di passare per ubriachi,non si spiega senza una forte emozione interiore.

Queste sono cose che solo l’amore fa fare.

I discepoli fecero a Pentecoste un’esperienza nuova e travolgente dell’amore di Dio. Si sentirono battezzati, cioè immersi nell’oceano dell’amore del padre.

Lo Spirito Santo è amore, quanto effonde se stesso, effonde l’amore.

E la prima cosa che fa quando entra nel cuore è insegnare a gridare ABBA.

E’ a Pentecoste che è stato effuso l’amore di Dio mediante lo Spirito Santo,e anche noi del Rinnovamento possiamo testimoniare che quando abbiamo ricevuto il battesimo nello Spirito, in quel momento ci siamo sentiti amati da Dio e dai fratelli, ed è nato dentro di noi il desiderio di gridare a tutti l’amore di Dio.

Venuto quel fragore la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua, e si chiedevano l’uno con l’altro:che significa questo; altri invece li deridevano e dicevano:si sono ubriacati di mosto.

A lato di questo brano, nella Bibbia troviamo un rinvio a Genesi 11, l’episodio della torre di Babele.

Luca ci vuole dire qualcosa che rovescia l’avvenimento di Babele,da quello ebbe origine la divisione e l’incomunicabilità e la discordia.

Invece nella Pentecoste c’è unità, armonia e comunione.

A Babele dicevano facciamo una torre la cui cima tocchi il cielo, facciamoci un nome per non disperderci sulla terra, ecco dove sta il peccato. Gli uomini di Babele non erano atei, erano devoti e religiosi,volevano innalzare un tempio a Dio ma non per Dio, ma per fare un nome a loro stessi.

A Pentecoste invece tutti si capiscono perché hanno dimenticato se stessi.

Gli apostoli non vogliono farsi un nome ma vogliono farlo a Dio,non discutono più tra loro su cui sia il più grande, perché sono stati travolti dallo Spirito Santo, tutti li capiscono perché non parlano di se stessi ma delle grandi opere di Dio.

E’ avvenuta in loro una rivoluzione e sono incentrati su Dio.

Sant’Agostino dice: ci sono due cantieri nel mondo,in uno si costruisce la città di Satana (Babilonia), nell’altro quello di Dio che è Gerusalemme.

Ogni nostra azione, iniziativa o progetto si trova di fronte a un bivio.

Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo che operi in noi questa rivoluzione, facendo di Dio il nostro centro e proclamare le sue grandi opere; è così che noi possiamo dire che non viviamo più per noi stessi ma per Cristo che è morto e risorto per noi.

E’ un’occasione che il Signore da al Rinnovamento, per demolire le varie torri di Babele che ci sono intorno a noi e dentro di noi.

Vogliamo chiedere allo Spirito che spinga ognuno di noi ad annunciare il vangelo e che ci permetta di accettare e comprendere la parola salvezza, è lo Spirito Santo che convince e converte seminando la fede in coloro che ci ascoltano, perché possano rispondere alla parola proclamata confessando che Gesù è il Signore.

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