IL VANGELO DAPPERTUTTO

Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano. (Mc 16,20)

La nostra è una cultura figlia del razionalismo. Siamo immersi nelle superstizioni della ragione, per cui tutto è materia e tutto è determinato dalla legge di causa ed effetto.

La cultura del secolo ci ha così impregnato di falsi dogmi che suscita un sentore di vergogna sostenere l’esistenza del soprannaturale, di elementi invisibili all’occhio umano che esercitano un influsso determinante sulla materia e sugli eventi, in un innesto misterioso con il nostro libero arbitrio.

Invece la fede deve riscoprire necessariamente la dimensione dell’invisibile, poiché se non la si riconosce e non le si attribuisce il giusto peso, inibiamo le relazioni spirituali che possiamo avere con essa.

I figli di questo mondo ci hanno bollato come superstiziosi, retrogradi, creduloni, spiriti involuti o, nel migliore dei casi, di una semplicità compassionevole, ma, nella loro incredulità, permane uno spazio che supera l’ideologia, il “partito preso”, i castelli filosofici incastonati negli altari eretti al proprio io. Questo spazio è la coscienza, una dimensione invisibile e spirituale che sa, che conosce, che è consapevole di dovere rendere conto a se stessa e alla Sorgente di cui si percepisce solo frammento.

E’ alla coscienza, alla natura spirituale e reale dell’uomo che la Parola, ed i segni che la accompagnano, osano presentarsi, affinché si consolidi nel bene e cammini nel timore del Signore, per crescere nel conforto dello Spirito Santo (cfr At 5,31).

Il ruolo ed il destino dell’uomo si gioca nella dimensione invisibile dell’uomo, perché la nostra cittadinanza è nei cieli (cfr Fil 3,20) e nostro compito è quello di mostrare quale sia la differenza tra la realtà caduca ed apparente della materia, l’astratta ed inconcludente discorsività dei concetti e la reale, concreta, vissuta nobiltà della fede che si incarna ad imitazione di quel Cristo che noi crediamo essere Uomo ed essere Dio ad un tempo.

Portiamo il Vangelo dappertutto, come sappiamo, come possiamo, nella coerenza e nella fedeltà all’insegnamento di Colui che ci vuole *perfetti* come il Padre suo e nostro. (cfr Mt 5,48)

 

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