Attività

INCONTRO DI PREPARAZIONE PELLEGRINAGGIO

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Ieri sera  l’Associazione Falco Bianco ed il circolo Maria Il Giglio hanno organizzato un incontro di preparazione al pellegrinaggio nei luoghi di San Giovanni Bosco, previsto per sabato 10 gennaio 2009.
Ospitati da don Massimo Nocchi nella saletta della parrocchia di Bergiola Foscalina (MS), abbiamo assistito alla proiezione del film “Don Bosco” di Leandro Castellani e, sfidando l’ora fattasi tarda, siamo comunque riusciti a trovare il tempo per un breve commento da parte di Paolo De Bei e Ornella Ghelfi.
A seguire l’immancabile rinfresco preparato dagli impareggiabili Walter e Rino.
Ringraziamo
di cuore tutti i partecipanti, nella speranza di essere riusciti a portare edificazione, gioia ed entusiasmo.
Qui (clicca)
abbiamo pubblicato alcune foto dell’incontro

PELLEGRINAGGIO: VERSO DON BOSCO

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Don Bosco N MUSIO 2 PELLEGRINAGGIO: VERSO DON BOSCOPer sabato 10 gennaio 2009 l’Associazione Falco Bianco sta organizzando un pellegrinaggio nei luoghi di San Giovanni Bosco.

Il programma prevede la partenza nelle prime ore del mattino dalla provincia di Massa Carrara, ma, previ accordi, è possibile organizzare diversi punti d’incontro anche fuori zona, ovviamente nei limiti del possibile.

L’arrivo a Torino Valdocco è previsto per le ore 9.
Alle ore 9,30 don Massimo Nocchi celebrerà la S. Messa presso la chiesa di S. Francesco di Sales, che fu la prima chiesa di don Bosco e al cui interno, tra le varie cose, si ricorda l’estasi di Domenico Savio e il miracolo della moltiplicazione dei pani.

Alle ore 10,30 seguirà una visita guidata, che avrà orientativamente quest’ordine:
1. Visita alle Camerette di Don Bosco: oggi è un piccolo museo, diviso su due piani. al primo, grazie a gigantografie, modelli di legno sullo sviluppo dell’Oratorio, immagini e filmati audio, si spiega la vita di Don Bosco, come è nata l’idea di aiutare i giovani E cosa sia la Famgilia Salesiana. al secondo piano, invece, ci sono moltissimI oggetti appartenuti al Santo dei Giovani (libri, abiti, calici), oltre alla stanza dove morì il 31gennaio 1888
2. Cappella Pinardi: anche se rifatta a livello architettonico negli anni ’30, sorge dove nel 1846 c’era l’antica tettoia, primo centro fisso dell’oratorio.
3. Chiesa San Francesco di Sales: la prima chiesa di don Bosco, al cui interno, tra le varie cose, si ricorda l’estasi di Domenico Savio e il miracolo della moltiplicazione dei pani
4. Basilica di Maria Ausiliatrice: eretta da don Bosco per preciso ordine della Madonna è scrigno di numerosissime ricchezze spirituali e artistiche, fra cui l’altare con urna di San Giovanni Bosco, il quadro dell’Ausiliatrice opera di Tommaso Lorenzone, gli altari di san Domenico Savio e Madre Mazzarello.

Per il pranzo saremo ospitati nel ristorante interno alla struttura salesiana in Torino Valdocco.

Nel primo pomeriggio è previsto il trasferimento al Colle don Bosco, luogo natale di Giovanni, dove una guida salesiana ci deluciderà sulla spiritualità della congregazione fondata dal santo e dove sarà possibile visitare l’imperiosa struttura venutasi a creare.

Ritorno in serata.
Il tutto, compreso di pranzo e servizi vari, prevede un costo di 75 euro a persona.

Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare i numeri 3209468662 (Walter) o 3287518742 (Paolo).

don bosco5 PELLEGRINAGGIO: VERSO DON BOSCO- NOTA BENE -
In preparazione al pellegrinaggio giovedì 18 dicembre, presso la parrocchia di Bergiola Foscalina (MS), è prevista la proiezione del film “Don Bosco” per le ore 20,30.
A seguire una catechesi sulla figura del santo tenuta dal Presidente dell’Associazione Falco Bianco Paolo De Bei.
Vi aspettiamo numerosi.

MEDUGORJE: LE PRIME FOTO

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Pubblicate le prime foto del pellegrinaggio a Medugorje di ottobre 2008. Si può averne visione accedendo all’album on-line tramite le anteprima nella sidebar di destra o cliccando direttamente qui.
Gradualmente verrà pubblicata una selezione di immagini tra gli oltre 600 scatti disponibili.
Non mancate ai prossimi aggiornamenti.

VIDEO: STRALCIO DI PELLEGRINAGGIO

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Quello che segue è un breve video che racconta uno spaccato di preghiera durante la salita al monte Krizevac, percorso “obbligato” per i nostri pellegrini sulla via della croce.

La pratica della costante orazione è stata vissuta nell’intento di affondare le radici del cuore nella dimensione stessa di quella gratuità di relazione che si va ad instaurare in un rapporto d’amore. Prima di ogni richiesta, prima di ogni lode, prima di una qualunque ragione che vada a giustificare il “perché” del proprio fare, la preghiera è l’incarnazione di un gesto fine a se stesso, incapace di un calcolo e di un tornaconto di qualsivoglia natura, poiché l’amore vero, il desiderio di relazionarsi e quindi di incarnarsi vicendevolmente, è dato da uno slancio del cuore così completo da non salvaguardare nulla del proprio io, per abbandonarsi fiduciosi tra le braccia di Dio.
Questa totalità, questa completa dimenticanza di sé sarà poi ad esempio del proprio rapporto con il prossimo, troppo spesso annacquato dal perbenismo spurio dell’ipocrisia o da una concettuosità religiosa che presume di cambiare le persone non solo secondo un metro di misura personale, ma anche in vista di un egoismo vestito di religiosità.
L’educazione ad una preghiera vera, disinteressata, libera dalle rigidità autoimposte dagli schemi costruiti a tavolino e dalle ottusità fecondate da ciò che non si è disposti a mutare di sé, deve essere riferimento di una precisa e costante dimensione dell’essere, capace di mutarsi in uno stato di coscienza e di discernimento, ramificato ad ogni strato dell’uomo.
Non vana ricerca di emozioni o religiosità a basso costo, ma impegno reale verso una riforma di se stessi, anche lontani da luoghi che possono facilitare lo sprone a tale riforma.
Una fede che deve sapersi mutare in coscienza, precisa nel discernere e forte nella volontà, indirizzata alla formazione di un pensiero consapevole che possa portare a ragioni solide che aiutino la crescita della fede stessa ed il concreto perseguimento di un ideale, non più fumoso sentimentalismo da sagrestia, ma con matura compenetrazione di mente e cuore.

A ciascuno l’onere di testimoniare il proprio assenso.

LA MIA ESPERIENZA A MEDUGORJE

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mappa%20di%20medugorje LA MIA ESPERIENZA A MEDUGORJECome annunciato segue la prima delle testimonianze riguardanti il pellegrinaggio a Medugorje appena conclusosi.
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di Annalisa Della Rosa

E’ la prima volta che sono andata in pellegrinaggio a Medugorje e non nascondo di essere stata un po’ nervosa e titubante prima della partenza. Mi avevano raccontato tante cose e vedevo tanto entusiasmo da parte di tutti, ma mai mi sarei aspettata di poter assaporare un’esperienza così intensa.
La bellezza di cui sono stata riempita non è stata data da una realtà facilmente descrivibile, perché è stata una sensazione che pian piano si è impadronita della mia persona: pace.
Eravamo in tantissimi: ben due pulman pieni pieni, ma nel giro di pochissimo tempo eravamo già diventati una bella famigliola allargata, dove i giovani aiutavano i più anziani a raggiungere i luoghi un po’ più difficoltosi e impervi, mentre tutti insieme si pregava e si meditava.
Credo che la famigliarità formatasi, facilitata anche dall’idea degli organizzatori di cambiare sempre posto a tavola, sia stata una delle caratteristiche più autentiche e vissute provate in questa settimana intensissimai: era come se tutti fossimo stati più inclini all’essere gentili e sorridenti, generosi e caritatevoli, vogliosi di aiutare e di partecipare.
Tante le iniziative e conseguentemente la stanchezza si faceva sentire, ma non ci si risparmiava in niente, poiché è come se ciascuno di noi fosse stato consapevole dell’irripetibile opportunità data. Molti si conoscevano ma non si sono chiusi e hanno accettato senza problemi anche i nuovi arrivati, come me e mio marito, con un sorriso e un abbraccio sincero.
Il pellegrinaggio, organizzato dall’Associazione Falco Bianco e dal circolo “Maria il Giglio” era pieno di appuntamenti: dai momenti di preghiera sui monti delle apparizioni, a quelli di catechesi, dai momenti di visita ai centri di accoglienza con i racconti di testimonianze vissute, a quelli di adorazione eucaristica nella chiesa del paese e alla Santa Messa giornaliera.
E’ stata una settimana tanto intensa che sul momento non si riusciva sempre a comprendere profondamente quello che, a posteriori, è rimasto nel cuore pulito da tutte le suggestioni passeggere. Ho avuto comunque la dimostrazione pratica di quello che Falco Bianco cerca di promuovere e cioè lo sviluppo della coscienza di ogni individuo nelle sue particolarità e nei suoi carismi, grazie anche al sostegno dei suoi tutors, che si prodigavano senza sosta sia nel rispondere alle necessità individuali sia nell’insegnamento comunitario.
La validità di un pellegrinaggio, comunque, si valuta a posteriori e cioè valutando in che misura ciascuno di noi, ed io in particolare, riuscirà a tenere fede gli impegni presi. Qui si è chiamati da Maria a un cammino diretto alla semplicità, intesa come eliminazione a ritroso di tutto ciò che ingombra lo spirito e lo appesantisce: il peccato ed il frastuono del mondo.
Ringrazio perciò l’associazione con tutti i suoi membri per il lavoro fatto e spero che continuerete, come già fate, a seguire persone come me in questo lungo e difficile cammino.

RITORNO DA MEDUGORJE

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In tempo quasi reale ecco alcune foto dello sbarco dei pellegrini di ritorno da Medugorje.
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Ore 1,30: all’orizzonte ecco giungere uno dei due pullman mandati in missione, mentre il secondo ha già imboccato la strada per un percorso alternativo.

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Stanchi ma felici ciascuno si è recato alla propria abitazione, base da cui si ripartirà per testimoniare quanto si è imparato e vissuto nella breve ma intensa settimana di preghiera e vita comune.
A breve la pubblicazione delle foto del pellegrinaggio e alcune testimonianze da parte dei diretti protagonisti.

IN PARTENZA PER MEDUGORJE

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Alle ore 12 di oggi sono partiti i due pullman aventi meta Medugorje.
Come di consueto la nostra associazione, in collaborazione con il circolo parrocchiale “Maria il Giglio“, ha raccolto cifre importanti e beni di prima necessità, al fine di aiutare le comunità religiose locali nel protrarre le importantissime attività sociali e spirituali svolte:
Con a capo la guida spirituale di don Massimo e l’intramontabile stratega operativo Walter, 92 pellegrini, provenienti da Toscana, Emilia e Lazio, hanno deciso di dedicare 7 giorni alla preghiera ed alla vita di comunità, alla luce della ferma convinzione per cui la vita attiva altro non è che un filamento pratico di quella contemplativa.
Ai nostri amici auguriamo la più proficua crescita spirituale ed un incontro vero e amorevole con il Dio che che tutto dà, ma che di te tutto vuole.

Alcune foto in preparazione della partenza

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