Quando si scrive non si
vuole semplicemente essere compresi, ma, senza dubbio, anche non essere
compresi. Desideriamo essere capiti non tanto da una persona qualsiasi, ma da
ciascuno spirito nobile e di gusto, così che al tempo stesso rifiutiamo di
interloquire con l’ottuso e basso sentire del mediocre. Persone gelide che
fingono calore sono solite mostrare sobbalzi emozionali, pur permanendo in
una stasi del sentimento che non permettono una reale elevazione della
persona: solo un banale sentimentalismo. Non esiste una formula
di quanto uno spirito necessita per il suo nutrimento spirituale, ma è meglio
gustare poco e profondamente che non rimpinzarsi di miele degustato solo da
un palato spirituale in superficie. Per uno spirito
superiore non è possibile accontentarsi di una vita piatta, monotona. Egli
vuole spingere il proprio sguardo oltre il proprio tempo, per abbracciare uno
spazio che non ha limite, ma, per fare ciò, bisogna staccarsi da molte cose
che ci opprimono, inibiscono, avviliscono, appesantiscono. L’anima nobile, colei
che vuole osservare con i propri occhi le supreme misure di valore del suo
tempo, per giungere a luoghi che oltrepassano le categorie del finito,
contenendolo. *******************************************************************************
Che cosa rende eroici? Muovere
incontro al proprio supremo dolore insieme alla propria suprema speranza. E’
così il vero pensatore, cioè chi è bravo a vedere le cose più semplici di
quel che sono, senza cadere nel semplicisimo e nella superficialità. Chi si
sa profondo, si sforza di essere chiaro; chi vorrebbe sembrare profondo alla
moltitudine cade in una fumosa oscurità. Che cosa significa
vivere? Significa respingere senza tregua qualcosa che vuole morire. Le nostre virtù devono
muovere con piede leggero, sapendo che quel che noi facciamo spesso non è
compreso. Non rimanere nella mediocre pianura, ma salire non molto in alto,
perché più bella è l’immagine del mondo a media altezza, senza il rischio di
precipitare. Le verità dell’uomo
sono i nostri errori inconfutabili che devono essere nuovamente determinati e
rivalutati. Cosa è il sigillo della
libertà? Non provare più vergogna davanti agli altri e a se stessi. Nel dolore c’è tanta
saggezza: in ciò restiamo nascosti, sconosciuti, anche a coloro che mangiano
al nostro stesso tavolo. Il dolore è di norma superficialmente interpretato e
viene deprezzato il nostro valore e la nostra volontà, ma da qui si distingue
l’uomo vero, l’eroe forte, compiuto, sicuro, poggiato saldamente su se
stesso: costui non perderà la voglia di vivere. ******************************************************************************
L’uomo mediocre, anche
se serio, per raggiungere il suo scopo, abbisogna di molti travestimenti,
molte vittorie su se stesso, capacità di sedurre cattive compagnie… poiché
ogni compagnia è cattiva ad eccezione di quella degli spiriti affini. E’ cosa di pochissimi
essere indipendenti: è una prerogativa dei forti. Chi aspira ad esserlo si
inoltra in un labirinto, moltiplica i rischi che la vita già per sua natura reca
con sé. Da cosa si riconosce un
grand’uomo? Obiettività, proporzione, fantasia, passione, onore, delicatezza,
nobiltà… e intanto si continuano a vedere soltanto la recita del copione di
un ideale. Ciò che distingue de persone nel modo più profondo è un diverso
modello di nobiltà dell’essere. I più grandi eventi e
pensieri – i più grandi pensieri sono i più grandi eventi – non sono quasi
mai compresi dai contemporanei, perché l’uomo difficilmente entra in empatia
con la nobiltà dei grandi uomini, i quali subiscono il dislivello che si
viene a creare tra il proprio essere e quello del proprio tempo, che li
patisce e misconosce. ******************************************************************************
Molte volte abbiamo
soppresso dei desideri e ciò, con l’andare del tempo, ci ha portato ad una
forma di apatia. Il desiderio, invece, nel senso stretto della parola, è
energia vissuta. Non bisogna sopprimere
il desiderio, ma capirlo, anche se non si può realizzare. Per penetrare a fondo
nel nostro vero essere è necessario abbattere l’inclinazione a voler essere
amati ed apprezzati, il voler essere importanti i ad ogni costo. Il giudizio
altrui, spesso, ci condiziona fortemente, così che noi per primi
appiccichiamo sulla nostra schiena l’etichetta con cui vogliamo essere
riconosciuti, a discapito di una più profonda realtà dell’essere. Il giudizio altrui deve
passare non semplicemente ad un secondo piano, ma, per non essere
condizionante, deve giungere a suscitare indifferenza. La differenza si
noterà dal nostro corpo, dal nostro viso, dai nostri atteggiamenti,
espressione di una più aderenza alla realtà di noi stessi e di un abbandono
dei pregiudizi ciechi sulla nostra persona e sugli altri. Ci vogliamo convincere
che sappiamo, così da ottenere che non scopriamo mai e aboliamo la meraviglia
che ci deve suscitare la riscoperta di una conoscenza antecedente, poiché
nulla è mai definitivamente conosciuto, mentre la nostra presunzione archivia
quel che pensa definitivamente giudicato e così accade anche nei confronti
del nostro vero essere. Cambiare è ricominciare
sempre daccapo, in ogni istante. Solo così supereremo con onore e nobiltà il
navigare della vita. *****************************************************************************
La volontà che ha per
mira il vero, si rende conto che un’altissima percentuale di problemi si
aggirano al fine di non soffrire, sostituendo soluzioni giuste con surrogati
di verità. Quando sappiamo di
essere ciò che non siamo ci troviamo di fronte ad un inizio di volontà, per
quanto germinale, così come aver voglia di vedere la realtà per quella che è,
pur riconducendo questa volontà ad una esigenza solamente intellettuale e non
ancora esistenziale. La realtà, la matrigna
dei desideri irrisolti, la cartina tornasole che annulla le proiezioni che i
nostri ciechi ed egoisti desideri vogliono imprimere sul quotidiano, la
dominatrice della dittatura che il nostro io vorrebbe esercitare sui fatti. Ecco giungere il fine
zelo, l’astuzia con cui ci proiettiamo in un mondo apparente, con cui
dobbiamo lottare in un corpo a corpo sfinente. Il mondo a cui la nostra
volontà vorrà concedersi, avrà la meglio. ***************************************************************************
La pace è pienezza di
vita. La pace tra uomo e uomo
consiste nella regolata socievolezza, che è una conseguenza dell’ordine. Così si impara a
dominare pensieri folli, desideri sfrenati: pensando nobilmente. La pace inizia dalla
mente e si avvia attraverso l’educazione ed il buon esempio, che servono a
promuovere la formazione della persona ferma e forte. L’uomo, messo di fronte
al marcio che è posto alla radice del suo cuore, tende a negare, a
mascherare, a rifiutare, perché non vuole ricordare chi si è realmente. Inutile ricercare
ragioni che la volontà non è disposta a conoscere: è decidendo che si impara
a decidere. E’ credendo che si conoscono le ragioni della scelta. ****************************************************************************
Che
cosa significa pensare o ritenere giusto un ideale, tanto da spingersi a
vivere la vita in modo vero? Significa scoprire ed ideare nuove possibilità, produrre
mutamenti che preludono metamorfosi esistenziali. La
vita rende attivo il pensiero, mentre il pensiero rende affermativa la vita.
Corpo, passioni, affetti, cessano di essere disordinati e si indirizzano al
nostro bene. La
persecuzione è il segno di una libertà esercitata ogni giorno, nella fedeltà
continua ai propri valori, per quanto, è necessario dirlo, non è conseguenza
logica del perseguitato essere nella verità. La
vita è lottare per scopi sempre più alti. L’energia è la caratteristica della
volontà forte; il controllo regola l’espressione della volontà; la
concentrazione è il mezzo che mantiene nella coscienza le immagini delle
azioni che si vogliono compiere; la decisione aiuta a superare l’insicurezza
che ritarda; la perseveranza mantiene la volontà nello stato iniziale; la
sintesi è la qualità più importante, che serve ad osservare in solo sguardo
il tutto, favorendo l’armonizzazione della persona. Il
mondo è ed è destinato ad essere un luogo di vittoria o di sconfitta: forza
di carattere, volontà, perseveranza, pazienza, ci proteggono dal pericolo di
essere spiritualmente distrutti. La vita è un continuo combattimento con i
nostri ed altrui temperamenti. ******************************************************************************
La
vita non è quello che dovrebbe essere: è quella che è: è il modo in cui
l’affronti che crea la differenza. L’ascolto
è la chiave di volta, perché l’io più intimo ha voce flebile e con facilità
si confonde o si sopprime con rumorosità più tonanti. Il sé profondo è
delicato, così come deve essere il nostro udito spirituale, poiché i due
devono riconoscersi come simili per abbracciarsi ed amarsi. Occorre
volontà fresca e raggiante, perché nessun evento o essere vivente ha il
diritto di privarci di quella vera identità in cui si nasconde l’autentica
libertà, ma al mondo va opposta una perpetrata e strenua resistenza, perché
gli eventi esterni hanno il potere di condizionarci, plasmarci, vincerci. La
nostra parte più intima avverte tutto ciò, registrandolo in modo esatto,
preciso e fedele a cui serve una eguale reazione equilibrante: profondo,
vero, radicato, convinto. Un
movimento apparente, di facciata, ha solo facoltà di spostare il problema
dove l’ombra copre il problema, senza risolverlo. L’avvenire
è sopito nell’essere umano e deve solo destarsi dal lungo sonno per mezzo del
bacio della volontà. ******************************************************************************
Noi
siamo responsabili del nostro sentimento negativo. Ci aspettiamo dagli altri
qualche cambiamento, pretendiamo subitanei mutamenti nel comportamento e
nell’essere, ma non è questo il corretto atteggiamento. L’uomo
può scegliere di essere come è o di cambiare: sta a lui decidere, ma così
come è valido per gli altri, così è valido per noi. “Voi potrete fare ciò che
volete ed essere voi stessi, va bene, ma io mi proteggerò, sarò me stesso. In
altre parole non permetterò a nessuno di usurparmi. Vivrò la mia vita, andrò
per la mia strada, sarò libero di pensare, di seguire le mie inclinazioni ed
i miei gusti. Ti dirò di no. Se sentirò di non volere stare in tua compagnia
non sarà a causa di sentimenti negativi che tu provochi in me, perché questo
non accadrà più: non avrai alcun potere su di me. Semplicemente preferisco la
compagnie di altre persone che ritengo più giuste e migliori.”… … Saper
dire di no fa parte del risveglio, ma non deve essere egoismo, ma tutela del
nostro essere. Quel che è egoista è pretendere che qualcuno viva la propria
vita come noi riteniamo opportuno. Questo sì è egoismo. “Non
mi sentirò obbligato a stare con te, né a risponderti. Non ti eviterò più a
causa del tuo comportamento, perché non hai più potere di influire su di me,
perché inizia la libertà di essere me stesso. Nessuna costrizione, solo
relazione: sana, libera, vera”. Cominciamo
con l’essere consapevoli della nostra situazione attuale, qualunque essa sia. E’
solo quando si abbandonano affetti sbagliati ed illusioni che sapremo
affrontare la vita a viso aperto. La
folla non è saggia: si appiglia alle parole, alla Scritture, ma interpreta
come meglio le aggrada ed in modo che assecondi la propria indole. Coloro che
sanno non dicono; coloro che dicono, non sanno (vera ars est celare artem). Cosa
ci impedisce di vedere? Il nostro condizionamento, i nostri concetti, le
nostre categorie, i nostri pensieri, le nostre proiezioni, le etichette che
abbiamo ereditato dalla nostra cultura e dalle nostre esperienze. L’impresa
di vedere è ardua perché richiede una mente disciplinata ed attenta. Tutte
le rivelazioni, per quanto divine, non sono mai più di un dito che punta la
luna. *****************************************************************************
La prima cosa da fare è entrare in contatto
con i sentimenti negativi di cui si è o non si è consci, perché non si può affrontare
un cancro se non si è individuato. Malinconia, odio, invidia, gelosia... se
ne potrebbero elencare una moltitudine. Quando non ci sis ente
minacciati dalle critiche, non ci si cura di quel che pensa o dice la gente:
abbiamo tagliato i fili che ci imprigionavano, non siamo più pupazzi, ma
uomini. In parte siamo bloccati dal
timore della sofferenza, in parte non abbiamo nessuna intenzione di
affrontare il dolore. E' vero, non esiste spiegazione che possa dare ragione
della sofferenza, tanto meno un pensiero oggettivo ed evidente che renda
necessaria la scelta della sofferenza. Si può coraggiosamente tentare di
farlo attraverso un equilibrio di mente e cuore che tenta di bilanciare le
ragioni dell'intelligenza con quelle del cuore. Molti citano le Scritture, ma ne
parlano soltanto, poiché per comprenderle bisogna aver attraversato una
strada stretta ed impervia, che tanti hanno la presunzione di aver
attraversato, ma in pochissimi lo hanno fatto realmente. Noi vediamo le persone e le cose
non tanto per come sono, ma per come siamo noi, così che pensiamo alle
persone che vorremmo trasformare, senza giungere al punto di dire che quando
noi saremo diversi, sarà più facile per gli altri cambiare. ***************************************************************************
Una serata come piace a
noi: i soliti ritardatari, una bella mangiata, un buon bicchiere di vino,
qualche risata e le nostre impegnate disamine di routine sulla situazione
presente, per meglio definire i progetti del prossimo futuro. Questo, più o
meno, il filo rosso che ha tenuto unite le sfaccettature di un ritrovo fra
noi, durante il quale, in primis, è svettata la dimensione di un’amicizia
sincera, generosa procreatrice di molte idee e solida collaborazione. Buon compleanno
Ornella, a te che sei stata, e continui ad essere, la guida autorevole,
paziente e nascosta di tutti noi, uomini e donne maturati sotto il tuo
esempio di intelligenza, forza ed equilibrio. *****************************************************************************
Si perde Dio perché
pensiamo di saperLo: è questo l’aspetto terribile della religione. Sapere Dio
è la presunzione dell’uomo che attribuisce all’Essere connotazioni antropomorfiche.
La più alta conoscenza di Dio è vivere Dio come l’Inconoscibile. Ardiamo di fervore per
un Dio che abbiamo concettualizzato e fatto nostro, riversando su di lui
quegli attributi che più ci aggradano e più si conformano alla nostra
persona, distribuendoli in modo e misura da renderlo, più che Dio, quello che
noi vorremmo essere. “Io sono Cloui che E’.
Tu sei colei che non è”: così cita S. Caterina da Siena nei suoi diari, e
forse non sarebbe del tutto a sproposito ricordare agli identitari di Dio che
se quest’ultimo fosse comprensibile attraverso un concetto o la comprensione
delle Scritture, come superbamente credono nel segreto del cuore, avrebbero
loro stessi eguali potenzialità divine. Non è un discorso a
favore del relativismo, ma a favore del soggetto, del singolo, proprio in
onore di una verità oggettiva. “L'uomo è un prigioniero che non può aprire la
porta della sua prigione e scappare... deve aspettare; e non è libero di
gestire la sua vita finché Dio non lo chiama” (Platone). Forse dovremmo concentrarci più a fondo sul nostro
atteggiamento e capire che si è qualcosa di diverso da ciò che si pensava di
essere. ****************************************************************************
Su “Il Foglio” di oggi compare
un pregevole intervento di Lee Harris, saggista americano che ha voluto
leggere e articolare in modo chiaro e distinto l’intervento di Ratzinger a
Ratisbona. Tre “tutto-pagina” che meritano un’attenta lettura. *****************************************************************************
Rintoccano gli ultimi
palpiti di settembre, mese in cui, per il sottoscritto, si spengono le
candeline di molti compleanni esistenziali, che tracciano il solco di un
percorso iniziato nella turbolenta primavera di una precoce adolescenza.
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Molte volte rischiamo
di passare gran parte del nostro tempo in attesa, mentre i giorni passano
veloci, l’uno dopo l’altro, e si rimane lì, fermi immobili ad attendere un
domani che non giunge mai. La volontà è la chiave
di volta che determina il passaggio da un desiderio di intrattenimento ed un
sogno che porta alla realizzazione concreta. Desiderio e volontà: le
componenti che distinguono il mediocre dall’uomo. ****************************************************************************
D’ogni radice io cerco
l’anima. Solo così posso donare agli altri la commozione e l’ispirazione che
mi ha spinto a creare. La vera arte del pittore
affascina, coinvolge, perché ha la capacità di rivelare, un poco alla volta,
l’anima dei personaggi che si offrono alla nostra attenzione, come autentiche
opere di poesia. Forse Falco Bianco è
una finestra spalancata sul futuro e, per la sua originalità, è come una
pittura che si lascia ammirare in molteplici forme, da una perizia raffinata,
che rivela sensibilità ed innata delicatezza. *****************************************************************************
Nell’intervento del
Papa a Ratisbona, è possibile vedere applicate le categorie enunciate nello
Statuto di Falco Bianco, le quali possono essere riassunte in un equilibrio
di verità e libertà: vere per il loro oggettivo manifestarsi, libere per
quella scelta autentica a cui l’uomo è chiamato per abbracciarle, senza alcun
genere di costrizione. Una scelta adulta e consapevole per uno stile di vita
responsabile ed equilibrato, a metà tra quelle ragioni che l’umanità è
chiamata a conoscere e dimostrare e quei misteri che onorano l’intelligenza
per l’eccesso di luce che irrorano, soppesando con sapienza e saggenza la
grandezza dell’uomo sulla terra ed il suo nulla al cospetto del cielo. PDB
. … RATISBONA - Benedetto XVI dalla Germania
parla del rapporto tra cristianesimo e Islam e invita musulmani e Occidente a
dialogare per ritrovare l'equilibrio di una fede non disgiunta dalla ragione.
Una ragione che non può non riconoscere come tanto la guerra santa quanto la
jihad figlie del fanatismo siano la massima espressione di un agire
"contro Dio" al pari dell'"illuminismo drastico". Un
dialogo difficile, quello tra Roma e La Mecca, ammette il Pontefice, e per
farlo, sembra di intendere dalla lezione svolta nell'aula magna
dell'Università di Ratisbona, è necessario che i musulmani valorizzino
l'importanza di una delle prime Sure del Corano nella quale si afferma:
"Nessuna costrizione nelle cose di fede". Da Repubblica del 12/09/2006 **********************************************************************
"Ho sete di
un maestro nell'arte musicale" disse un innovatore al suo discepolo
"che apprendesse da me i miei pensieri e li traducesse nel suo
linguaggio: così mi sarebbe più facile insinuarmi nell'orecchio e nel cuore
degli uomini. Gli uomini possono essere sedotti con i suoni ad ogni errore e
ad ogni verità: chi potrebbe confutare un suono?". "Vorresti
dunque passare per inconfutabile?" disse il suo discepolo. L'innovatore
rispose: "Vorrei che il germoglio si facesse albero. Perché una dottrina
diventi albero deve essere creduta per un buon tratto di tempo; per essere
creduta, deve essere ritenuta irrefutabile. All'albero sono necessari bufere,
dubbi, brulichio di vermi, malvagità, per manifestare la qualità e la forza
del suo germoglio: e che si rompa, se non è forte abbastanza! Ma un germoglio
è sempre soltanto annientato - non confutato! -" Dopo che ebbe
detto queste parole, il suo discepolo con irruenza gridò: "Ma io ho fede
nella tua causa e la ritengo così forte che tutto dirò, tutto quello che ho
ancora nel cuore contro di essa". L'innovatore rise tra sé e lo minacciò
col dito. "Questo modo di seguire un maestro" disse poi "è il
migliore, ma è pericoloso, perché non ogni dottrina lo sopporta". Friedrich Nietzsche, La Gaia Scienza, § 106. . *****************************************************************************************************.
1. La
definizione dell’essenza del tomismo Da www.corneliofabro.org |
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