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21/07/07
- METAMORFOSI DELL'AMORE
Bloggato da Lady
Hawk
In una società che
accetta le malattie del corpo, ma non i problemi dello
spirito, l'unica via praticabile resta quella di
esprimere in termini di malattia somatica i problemi
dell'anima. Del resto Thomas Mann ci avvertiva che il
sintomo della malattia è un travisamento dell'attività
amorosa. Ogni malattia è una metamorfosi dell'amore.
Quando si gioca ad essere ammalati è perchè si teme che
giocando in altri campi della vita reale si andrebbe
incontro a una sconfitta, e per non incontrare la
propria sconfitta e difendere la propria dignità si
finisce con l'assicurarsi la più definitiva delle
sconfitte. Si trovano scuse per non intraprendere questa
o quella strada, per non compiere quel gesto,
sprofondando nei più deplorevoli vittimismi, espressione
della mediocrità interiore di chi vive della reale
sofferenza altrui.
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07/07/07
- RENOVATIO
Bloggato da Lady
Hawk
Volontà monda occorre
e intelletto rinnovato.
Tanti sono gli attacchi, le tentazioni che
assediano la volontà, specialmente dalla parte del
sentimento: oggetti, persone, circostanze ecc Il
fascino mette a dura prova e da sè il cuore non
regge.
Quando poi si è sciupato, lasciandosi infiacchire
dalle superficialità, è necessaria una creazione
novella.
I Rattoppi valgono poco. Presto si torna alla
caduta.
Il cuore dei grandi riformatori, furono una
creazione nuova. L'intelligenza deve penetrare ciò
che è più importante a ritenersi e a farsi, e lo
spirito retto quanto basta a rinnovarlo.
Riforma interna e profonda, perché possa poi
esprimersi di fuori nelle varie manifestazioni della
vita: riforma nel parlare, nel vedere, nell'udire,
nello scrivere; un'arte nuova della vita che
risponde ad una nuova concezione della medesima.
Ecco Falco Bianco
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25/06/07 - STAGIONI
DELLA VITA
Bloggato da Lady
Hawk
Le grandi stagioni della nostra vita si hanno quando
noi troviamo il coraggio di invertire il nome delle
nostre meschinità con quello delle nostri migliori
qualità.
Esiste poi un innocenza dell'ammirazione: ce l'ha
colui il quale non s è ancora reso conto che gli
potrebbe occorrere un giorno di venire anche lui
ammirato.
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24/06/07
- SAGGEZZA PLEBEA
Bloggato da Lady
Hawk
La saggezza, alla plebe, sembra una specie di fuga,
un mezzo, un colpo da maestro col quale ci si tira fuori
da un brutto gioco; ma il vero filosofo non è così per
noi.
Vive in un mondo non filosofico e non saggio in modo
temerario; su di sé avverte il peso e l'obbligo di cento
tentativi e cento tentazioni di vita, ed arrischia se
stesso di continuo; egli gioca il gioco maligno per
eccellenza.
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21/06/07
- L'ANIMA DELL'ONORE
Bloggato da Lady
Hawk
Che cosa rende nobili? Non certo fare dei semplici
sacrifici. Compie dei sacrifici anche chi è dedito a una
frenetica lussuria.
Non rende nobili l'abbandonarsi con sregolatezza ad
una passione e nemmeno il fare qualcosa per gli altri
per egoismo.
Niente di tutto questo, ma semmai il fatto che la
passione, da cui l'uomo nobile è posseduto, è a insaputa
di lui una particolarità: è usare un metro di valore
raro e singolare, è quasi una follia; è sentir roventi
le cose che per tutti gli altri si rivelano fredde al
contatto: è un divinare valori per i quali non è ancora
inventata la bilancia, un coraggio che non vuole onori:
una pienezza di se stessi che trabocca e si partecipa a
uomini e cose. Una rarità se si diventa veri per
manifestare sulla terra il senso della nobiltà.
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19/06/07
- SU FALCO BIANCO
Bloggato da
PDBmaster
Tentare di dilungarsi sull’Associazione Falco Bianco è
un gesto sconsiderato per definizione.
Volerne espandere lo spirito per mezzo di una scaletta
sistematica, significherebbe stroncare fin da subito
l’aurea di unità sostanziale che caratterizza la
Semplicità di cui essa è figlia.
Come
è possibile descrivere per sezioni ciò che di per sé non
ammette frazionamenti?
Quale
arcana prostituzione letteraria riuscirà a
concettualizzare esaurientemente l’insieme di parti
indivisibili che, se considerate nella propria
singolarità, non rendono giustizia al significato
acquisito in una prospettiva d’insieme?
Semplicità, verità, libertà, giustizia, bellezza, bene,
male e tutto quanto può considerarsi un’indicazione di
valore, acquisiscono una natura dialettica, discorsiva,
nella misura in cui l’intelligenza si sforza di
rappresentarne il contenuto, ma quale miracolo di
inesplicabile sintesi si verifica nell’incarnazione di
simili principi.
Nella
misura in cui la volontà sceglie, c’è forse l’analisi
sistematica dell’azione o si verifica, piuttosto, la
tensione esistenziale che racchiude in sé l’essere
qualitativo che rappresenta in un unico gesto tutta la
nostra persona?
Così
come la prospettiva di ogni singolo riduce l’estensione
infinita dello spirito ad un atto compiuto di volontà,
così Falco Bianco è comprensibile solo alla luce del
moto personale e concreto che lo genera in ogni singolo
componente.
Si
può dire, dunque, che Falco Bianco si presenta per
necessità amministrativa sottoforma di associazione
costituita, ma nella sua sostanza vuole essere un entità
personale collettiva, che, vivendo delle esperienze dei
suoi singoli, si costituisce come corpo vivo e sociale.
Inutile prolungarsi in leziosità concettuali.
Nella misura in cui un singolo ha compreso l’intima
natura di se stesso, ha compreso Falco Bianco. La forza,
la costanza e la profondità della propria scelta ne
porta necessariamente ad un’accettazione o ad un rifiuto
contenutistico.
L’ignavo non ci interessa.
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19/06/07
- AUTORITA'
Bloggato da Lady
Hawk
L'autorità non consiste
nell'esser re, imperatore, generale, possedere armi,
essere vescovo, guardia di polizia ecc, ma in una
risoluzione ferma e consapevole di voler sacrificare
tutto, perfino la propria vita, per una causa, di voler
difendere questa causa in modo da non tradire se stessi,
da non aver bisogno e paura di nulla.
La vera e propria
autorità è quando questa causa è la verità. Proprio per
questo il parlare tipo dei farisei era senza autorità,
benché fossero i maestri
autorizzati;
perchè il loro parlare, come tutta la loro vita, era nel
potere finito di 17 riguardi. Cioè questo è il concetto
di autorità nell'immanenza, non quello di autorità come
paradosso.
L'avere autorità si
rivolge perciò sempre alla coscienza non
all'intelligenza o alla sottigliezza e profondità,
all'uomo non al professore.