gen 01 2008

Intervista

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INTERVISTA AL PRESIDENTE DI FALCO BIANCO
del 25/05/2006

(di Cristina Zavani)

Dr. De Bei, nel territorio locale e nazionale sono già presenti numerose realtà associative e gruppi solidamente costituiti. Perché costituire un nuovo movimento?

Falco Bianco non nasce né da un calcolo numerico delle realtà presenti sul territorio, né dalla presunzione di volersi sostituire a movimenti già esistenti, ma da un suo preciso carisma, maturato dall’unione delle singole esperienze personali di un gruppo di amici, che ha poi dato vita all’Associazione. Il nostro costituirci non deriva da un vanitoso protagonismo o da un’orgogliosa attribuzione di merito, ma dalla considerazione che l’uomo moderno ha perso di vista la bellezza della proporzione, la quale si ottiene in un’equilibrata unione delle differenze.

Il gruppo costituente è composto da persone profondamente diverse per temperamento, linguaggio e formazione. Il superamento degli equivoci iniziali, dovuti  a rigidità di concetto ed a limiti personali, è stato possibile grazie all’unione della sincera volontà di comprendersi vicendevolmente e dal profondo rispetto che ci siamo sempre portati, per arrivare a capire che nonostante la diversa strada, tutti volevamo giungere alla realizzazione di un ideale con le stesse radici: diversa la forma ed i mezzi, ma uguale la sostanza. Ora, pur avendo mantenuto ciascuno la propria identità e le proprie peculiarità, siamo uniti da una solida amicizia, in una squadra in cui ogni singolo contribuisce a colmare ciò che gli altri non hanno e viceversa. Un’esperienza che pensiamo universalmente estendibile, al fine di costituire un corpo sociale che non sia l’equilibrio dei rispettivi egoismi, ma l’armoniosa danza dell’amicizia, che unisce senza chiedere e completa senza presunzione di completezza.

Non crede sia un po’ utopistico realizzare questa unione delle differenze?

Difficile sì, utopistico no. Le cose belle sono per natura difficili, ma non per questo irrealizzabili. La realizzazione perfetta di un ideale è utopistica, il tentativo di modellare la realtà sulla base di un ideale è il naturale compiersi di una vita che ha trovato una sua vocazione.

A chi si rivolge la vostra Associazione?

Falco Bianco non ha un target, una classe sociale alla quale rivolgersi: sarebbe una contraddizione in termini. Noi pensiamo che ogni uomo abbia una dignità regale e talenti vivi o nascosti da coltivare e da mettere a disposizione. Per noi l’uomo non ha valore per ciò che fa e non è giudicato per ciò che ha. In Falco Bianco si fa attenzione ad altro: alla dedizione, all’impegno, alla volontà, al fuoco che brucia nel cuore. L’organigramma associativo non è la classifica di un valore umano, ma il tentativo di organizzare un corpo sociale che ha le stesse dinamiche di un singolo. La testa, da sola, non può compiere ciò che le mani possono concretizzare, così come le mani non trovano finalità alcuna se lasciate sole a se stesse. Nessuno deve invidiare nessuno: l’invidia distrugge l’armonia, guasta la bellezza della proporzione. Falco Bianco è il nemico supremo dell’invidia. Ciascuno trova realizzazione nel trovare ciò che è, non nel voler divenire ciò che non si è e non si può essere. Io non potrò mai essere un grande pittore, perché so di non possedere talento artistico, ma ciò non mi impedisce di godere di un bel dipinto e di rasserenarmi nel vedere colui che questo talento lo ha ricevuto. Io cercherò di dipingere il mio capolavoro in ciò che so fare.

In Falco Bianco sono accolti tutti coloro che hanno voglia di unire le proprie differenze ed i propri talenti, per dipingere un grande capolavoro umano: personale e collettivo.

Falco Bianco ha natura o finalità politiche?

Ogni realtà costituita ha finalità politiche, poiché ha un’incidenza sulla realtà in cui opera. Certamente vi è massima libertà ed indipendenza da qualunque componente partitica e dagli schieramenti comunemente intesi. In ultima analisi il principio di partito o schieramento è di per sé una forma di divisione. Noi siamo senza bandiera perché la natura dell’uomo non ha bandiera: è uomo e basta.

Quali sono i progetti per il prossimo futuro?

Falco Bianco è giovane: ha bisogno di maturare e di crescere. Non basta un consenso popolare per creare ciò che ci siamo prefissi: necessita un supporto economico e un grande potenziale umano e ciò va formato con la dovuta pazienza ed i giusti tempi. Roma non è stata fatta in un giorno. Ciò che ci preme è riuscire a formare una struttura forte ed organizzata, al fine di agire con un minor sforzo per il massimo dei risultati.

Al di là di questo abbiamo intenzione di uscire presto con un nostro organo di stampa, il quale avrà innovazioni particolari rispetto ai giornali già esistenti.

A maggio ci sarà la prima convocazione generale degli iscritti per una giornata piena di iniziative e già sono avviati incontri di formazione per i soci, dislocati in varie zone d’Italia.

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