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VIDEO: STRALCIO DI PELLEGRINAGGIO
0Quello che segue è un breve video che racconta uno spaccato di preghiera durante la salita al monte Krizevac, percorso “obbligato” per i nostri pellegrini sulla via della croce.
La pratica della costante orazione è stata vissuta nell’intento di affondare le radici del cuore nella dimensione stessa di quella gratuità di relazione che si va ad instaurare in un rapporto d’amore. Prima di ogni richiesta, prima di ogni lode, prima di una qualunque ragione che vada a giustificare il “perché” del proprio fare, la preghiera è l’incarnazione di un gesto fine a se stesso, incapace di un calcolo e di un tornaconto di qualsivoglia natura, poiché l’amore vero, il desiderio di relazionarsi e quindi di incarnarsi vicendevolmente, è dato da uno slancio del cuore così completo da non salvaguardare nulla del proprio io, per abbandonarsi fiduciosi tra le braccia di Dio.
Questa totalità, questa completa dimenticanza di sé sarà poi ad esempio del proprio rapporto con il prossimo, troppo spesso annacquato dal perbenismo spurio dell’ipocrisia o da una concettuosità religiosa che presume di cambiare le persone non solo secondo un metro di misura personale, ma anche in vista di un egoismo vestito di religiosità.
L’educazione ad una preghiera vera, disinteressata, libera dalle rigidità autoimposte dagli schemi costruiti a tavolino e dalle ottusità fecondate da ciò che non si è disposti a mutare di sé, deve essere riferimento di una precisa e costante dimensione dell’essere, capace di mutarsi in uno stato di coscienza e di discernimento, ramificato ad ogni strato dell’uomo.
Non vana ricerca di emozioni o religiosità a basso costo, ma impegno reale verso una riforma di se stessi, anche lontani da luoghi che possono facilitare lo sprone a tale riforma.
Una fede che deve sapersi mutare in coscienza, precisa nel discernere e forte nella volontà, indirizzata alla formazione di un pensiero consapevole che possa portare a ragioni solide che aiutino la crescita della fede stessa ed il concreto perseguimento di un ideale, non più fumoso sentimentalismo da sagrestia, ma con matura compenetrazione di mente e cuore.
A ciascuno l’onere di testimoniare il proprio assenso.









