Articoli con tag vita

GRAZIE A….

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fiore4so GRAZIE A....Avete scelto Falco Bianco e forse non sapete perché, o forse sì.

Noi non siamo solo amici, ma intimamente partecipi del nostro pensiero.

Vi ha incuriosito l’associazione? O lo avete appreso annusando e vi è piaciuto l’odore?

Siamo persone che sbagliano e imparano, su questo non abbiamo dubbi.

Ciò che fa vivere questa esperienza è un atto di volontà, fondato sulla convinzione che per ciascuno di noi sia possibile disincagliare la propria essenza dai fondali rabbiosi e ostili del nostro io egoistico, almeno per momenti fugaci, lampeggianti.

Per sconfiggere la nostra imperfezione?

Non lo credo possibile del tutto, no.

Piuttosto per abbracciare porzioni sempre più vaste dell’immensa attrazione di cui siamo parte. Per allargare le braccia, per abbracciare senza soffocare, per abbracciare senza trattenere, per saper lasciare andare, pur vivendo con intensità e passione l’intreccio misterioso della vita.

E’ impossibile ripercorrere di quali intrecci e di quali profondità è intessuta ogni vita, e molti rimangono al di sotto della soglia della nostra consapevolezza. Eppure, ogni intreccio, per quanto mi riguarda, meriterebbe un “grazie”.

Queste storie non sarebbero mai nate senza l’altro, l’uomo o la donna o il bambino incontrato.

Una storia che non c’è, si rende giustizia da sé. Ha infiniti modi di esserci e non può non esserci.

E’ importante per noi ciò che la storia dice, perché il tondo leggero del suo soffice calco vibra nelle profondità, soprattutto nel silenzio interiorizzato e meditato., riflettuto.

Il sogno ci sveglia e ci lascia sempre incompiuti, così come il dare è un incompiuto avere e l’avere un incompiuto dare.

Così si apre lo spazio per una vasta gamma di scelte, dolori ed errori, ma anche splendori, divisi come il giorno e la notte.

Noi non ci accontentiamo: desideriamo vedere i nostri germogli apparire e fiorire.

ODE ALLA VITA – (Pablo Neruda)

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libro della vita ODE ALLA VITA   (Pablo Neruda)Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia marcia, chi non rischia e non cambia i colori dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i”, piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire a consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova la grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare.

Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna, della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fà domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivi richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

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